Archivia Gennaio 2019

LE CENE SELVATICHE venerdì 15 FEBBRAIO

Centro di Alimentazione Consapevole (NA) **************************************

Assaggiare piatti che in nessun ristorante potrete trovare, preparati con ingredienti che in nessun supermercato si possono acquistare, provare sapori che non avete mai provato prima, oppure scoprire che comuni erbe infestanti sono in realtà ottime da mangiare: questo ed altro è possibile sperimentare alle nostre cene selvatiche.

Le piante nate e cresciute spontaneamente sono inoltre più ricche di sali minerali e antiossidanti rispetto alle piante coltivate, quindi introdurre cibo selvatico nella nostra dieta aiuta a mantenerci in forma e a prevenire diverse malattie.

Un menù gustoso, nutriente, genuino, naturale, originale, sostenibile: ecco quello che possono offrirti le erbe selvatiche, il cibo del futuro!

Ecco il menù della prossima CENA SELVATICA:
-Misticanza selvatica di Stellaria, Lamium, Veronica, Galium, Oxalis, Rumex;
-Arancini di miglio con Borago officinalis (borragine);
-Vellutata di Papaver rhoeas (papavero);
-Coste di Silybum marianum (cardo mariano) al pepe nero;
-Tris di verdure selvatiche con Sonchus, Picris e Silene;
-Crostata ai fiori blu.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA – POSTI LIMITATI
Per maggiori informazioni e iscrizioni:
E-mail: alimentazioneconsapevole@gmail.com

Contributo per la cena: 25€ +2€ per la tessera associativa 2019

Le attività sono destinate agli associati.

 

UNA QUESTIONE SPINOSA

Tra le strategie più utilizzate dalle piante per difendersi dai macropredatori vi sono dei dissuasori meccanici molto efficaci: le spine. Ma esistono spine e spine, poiché esse possono derivare da organi e tessuti diversi. In Gleditsia triacanthos, Prunus spinosa e Crataegus (Biancospino) ad esempio le spine derivano dal fusto – spine caulinari; nel Berberis vulgaris invece si originano da foglie modificate, come nei Cactus dove per fenomeni di xeromorfismo le foglie si sono trasformate in spine per limitare l’evapotraspirazione, oltreché per funzioni difensive -spine fogliari. Ma le spine possono derivare anche da parti della foglia, come le stipole, nel caso di Robinia pseudoacacia e delle Euphorbie succulente – spine stipolari, o dal picciolo come in Ribes uva-crispa, oppure ancora possono originarsi dalla brattee involucrali come in Centaurea solstitialis. Ancora esistono spine di origine epidermica come nel caso delle Rose, dove mancano i fasci vascolari, motivo per cui è possibile staccare di netto le spine dalle Rose senza danneggiare i tessuti della pianta – spine corticali. Gli anglosassoni, che sono più precisi di noi quando si tratta di termini tecnici, in effetti hanno dato un nome diverso ad ognuno dei tipi di spine descritto: thorns per le spine caulinari, spines per quelle fogliari e prickles per quelle corticali. Vi sono infine, anche se sono casi rari, spine che si originano dalle radici come in alcune palme esotiche o in Grammatophyllum speciosum (Tiger orchid), un’orchidea epifita del sudest asiatico – spine radicali. In alcune piante poi i tessuti epidermici delle foglie possono generare sui margini, lungo le nervature o all’apice, in seguito ad indurimento per deposizione di lignina, escrescenze acuminate simili a spine: è il caso ad esempio di tutte quelle specie che vengono volgarmente e semplicisticamente chiamate cardi. I peli silicizzati di Borago officinalis o quelli calcificati capaci di iniettare sostanze irritanti dell’Urtica a volte vengono equiparati erroneamente a spine: essi svolgono comunque benissimo la funzione pungente dissuasiva. Fatto interessante è che le piante spinose non sono mai velenose, tranne rare eccezioni: ciò a dimostrazione del fatto che le piante riescono ad ottenere sempre il massimo risultato con il minimo sforzo!

   Gleditsia triacanthos – spine caulinari

 Berberis vulgaris – spine fogliari

 Robinia pseudoacacia – spine stipolari

 Centaurea solstitialis – spine derivate da brattee involucrali

 Rosa spp. – spine corticali

 Tiger orchid – spine radicali

 Carduus nutans – spine derivate da tessuto epidermico fogliare

 Urtica dioica – pelo calcificato

LABORATORIO DI CUCINA CON LE ERBE SELVATICHE sabato 16 FEBBRAIO

Centro di Alimentazione Consapevole (NA) **************************************

Le erbe selvatiche sono ricche di sostanze molto utili per prevenire numerose malattie (sali minerali e polifenoli). La loro concentrazione nelle verdure cresciute spontaneamente è sensibilmente superiore a quella dei vegetali coltivati. Per questo è utile imparare a mangiarle!
Ma attenzione! Le erbe selvatiche spesso hanno sapori nuovi e inusuali, magari non le abbiamo neanche mai viste prima, oppure ci meravigliamo nel mangiare dei petali di un fiore.

Questo laboratorio vuole insegnare come pulirle, quali parti scartare e quali utilizzare, come tagliarle, come lavarle e soprattutto come cucinarle: crude? cotte? fritte? al forno? miste ad altre verdure o da sole?
Meglio col dolce o col salato? Hanno gusto amaro o acidulo?
Insieme a Roberto Vetromile che ci guiderà, partendo dalle piante intere fresche, impareremo a valorizzare le erbe selvatiche in cucina, scartando le parti più fibrose ed utilizzando solo le parti migliori, scegliendo il modo di cottura ottimale e il giusto abbinamento con altri cibi e ingredienti, così da ottenere piatti originali, gustosi, genuini e nutrienti.

Prima del Laboratorio ci sarà una breve parte teorica di introduzione alla Fitoalimurgia:
– Le proprietà nutritive e organolettiche delle piante spontanee di uso alimentare;
– Perché conviene consumare verdure selvatiche;

– Il concetto di commestibilità e tossicità;
– Le False Friends: piante tossiche simili a quelle mangerecce;
– Metologie e regole di raccolta.

Laboratorio di preparazione e cucina insieme alla cuoca Marina Mosca.
Degustazione dei piatti selvatici.

***PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA*** entro il 14 Febbraio
Per maggiori informazioni: robertovetromile@gmail.com
Cell: 333-5712359

Quota di partecipazione: 45€ + 2€ per la tessera associativa 2019
Sconto per le persone che vengono in coppia: 80€ + 2€ per la tessera associativa 2019

Per chi partecipa al Laboratorio la passeggiata di riconoscimento
in programma il giorno seguente, domenica 17, è gratuita!