Archivia 2020

FRUTTI, FRUTTI MULTIPLI, FRUTTI COMPOSTI E FALSI FRUTTI

Quando si parla di frutti c’è molta confusione in giro, proverò a fare un po’ di chiarezza. Quella che comunemente chiamiamo Noce, cioè il frutto di Juglans regia, in realtà in termini botanici non è una noce, ma una drupa dove il frutto vero e proprio (pericarpo) è costituito dal mallo esterno che avvolge la noce e dal guscio legnoso che costituisce la parte più interna del frutto (endocarpo), come avviene pure nel caso delle Mandorle, il frutto di Prunus dulcis. Quello che poi andiamo a mangiare, in pratica il gheriglio della noce o la mandorla, è il seme. Stesso discorso vale con i Pistacchi (Pistacia vera) e la Noce di cocco (Cocos nucifera) che pur sembrando noci sono in realtà anch’esse delle drupe (il Cocco tra l’altro è anche il seme più grande del mondo), mentre quelle che comunemente chiamiamo Noccioline o Arachidi sono i semi di un legume che si sviluppa sotto terra! (Arachis hypogaea). Le vere noci sono le Ghiande (frutti di Quercus), le Castagne (frutti di Castanea), le Faggiole (frutti di Fagus, Faggio) e le Nocciole (frutti di Corylus, Nocciolo). Anche qui quello che poi andiamo a mangiare è il seme della pianta, mentre il frutto nel caso della Castagna è la buccia coriacea, nel caso della Nocciola è la parte legnosa esterna. Attenzione perché il riccio delle castagne non è il vero frutto, come ricordo mi spiegarano alle elementari, e lo stesso dicasi per la cupola che ricopre la ghianda, poiché queste strutture si sviluppano da altre parti del fiore e non dall’ovario. Nel caso dell’Ippocastano (Aesculus hippocastanum), che produce un frutto volgarmente chiamato Castagna matta, simile alla Castagna e spesso con essa confuso, il vero frutto invece è proprio il rivestimento spinoso esterno, mentre la Castagna matta è il seme (nello specifico si tratta di un frutto a capsula). Dunque spesso quelli che noi mangiamo pensando siano frutti sono in realtà semi (Noce, Castagna, Nocciola, Mandorla, Noce di cocco, Arachidi, Fagioli, Ceci, Piselli, Soia), ma a volte capita anche il contrario, ossia quelli che chiamiamo semi a volte in realtà sono frutti. E’ il caso dei semi di Finocchietto (Foeniculum vulgaris), Cumino (Cuminum cyminum), Coriandolo (Coriandrum sativum), Aneto (Anethum graveolens), Anice (Pimpinella anisum) che in realtà sono frutti schizocarpici (diacheni) tipici della famiglia delle Apiaceae a cui queste piante appartengono; o dei cereali come Frumento, Farro, Orzo, Avena, Mais, Riso, Miglio, Sorgo che in realtà sono frutti chiamati cariossidi (tipici della famiglia delle Poaceae); ma anche i semi di Girasole (Helianthus annuus) sono frutti (il frutto è rappresentato dal guscio coriaceo esterno che viene eliminato prima della consumazione). Passando ai frutti carnosi l’errore che si commette più spesso è confondere le More (Rubus ulmifolius) o i Lamponi (Rubus idaeus) con le More del Gelso (Morus): nel primo caso il frutto deriva da un unico fiore che ha il pistillo formato da molti ovari separati ognuno dei quali darà vita ad una piccola drupa (frutto multiplo detto drupeto); nel secondo caso il frutto deriva da più fiori ognuno dei quali darà vita ad un piccolo frutticino che a sua volta costituirà il frutto del Gelso (frutto composto o infruttescenza detta soroso). Un altro tipo di frutto composto (sicono), ossia derivante da più fiori, è il Fico dove il frutto che mangiamo in realtà è costituito dal ricettacolo carnoso ingrossato che contiene al suo interno i veri frutti provenienti ognuno da un fiore. Altro caso sono le Fragole (Fragaria vesca) e i frutti della Rosa canina (detti cinorrodi): anche qui quello che chiamiamo frutto è in realtà il ricettacolo ingrossato e divenuto carnoso, mentre i veri frutti sono costituiti dagli acheni che si trovano saldati sulla superficie del ricettacolo carnoso (conocarpo) nel caso della Fragola o che si trovano liberi all’interno del ricettacolo nel caso della Rosa, solo che qui a differenza del Fico, i frutticini derivano da un unico fiore con pistillo costituito da molti ovari separati (si tratta dunque di un frutto multiplo come quello delle More del Rovo). Altro caso sono tutti quei frutti che comunemente consumiamo, ma che consideriamo ortaggi e non frutti: Pomodori, Peperoni, Melanzane che sono bacche, o Zucchine, Zucche e Cetrioli che sono un tipo particolare di bacca chiamata peponide. Mele, Pere, Nespole, Sorbe sono invece dei falsi frutti (angiocarpi) detti pomi, derivanti da un ovario infero saldato al ricettacolo che con la maturazione si ingrossa insieme all’ovario e diviene carnoso: quello che in realtà mangiamo in questi frutti è proprio il ricettacolo, mentre il vero frutto (pericarpo) è rappresentato da quello che comunemente chiamiamo torsolo.

Studio sulle Asteraceae

Ho preso in esame 117 generi della flora spontanea italiana appartenenti alla famiglia delle Asteraceae e li ho divisi in categorie utilizzando come elementi caratterizzanti la tipologia di fiore e il pappo. Nelle Tubuliflorae ho inserito tutti i generi aventi capolino con soli fiori tubulosi; nelle Asteroideae ho inserito tutti i generi aventi capolino con fiori tubulosi formanti un disco centrale e fiori ligulati periferici formanti un raggio petaloide (struttura dell’infiorescenza tipo Margherita); infine nelle Cichorioideae ho inserito tutti i generi aventi capolino con soli fiori ligulati. Ho suddiviso a sua volta le Tubuliflorae in Tubuliflorae non spinose e Tubuliflorae spinose (comunemente definite Cardi), considerando come spinosi solo quei generi con spine su foglie e fusto (dunque il genere Centaurea e altri che comprendono specie con squame involucrali spinose, ma assenza di spine su foglie e fusto, sono stati inseriti nelle Tubuliflorae non spinose). Tale suddivisione è botanicamente scorretta, solo per le Cichorioideae la categoria che ho utilizzato nei grafici corrisponde esattamente alla categoria botanica della sottofamiglia Cichorioideae. Per quei generi, all’interno dei quali esistono specie appartenenti a più di una categoria (Bidens, Erigeron, Matricaria, Petasites, Senecio, Tanacetum, Leucanthemum), ho scelto la categoria alla quale appartenevano la maggioranza delle specie presenti in quel genere (ad esempio ho inserito Bidens nelle Asteroideae, pur se B.frondosa e B.tripartita hanno solo fiori tubulosi). Il genere Scolymus, pur sembrando esteticamente un cardo, è stato inserito nelle Cichorioideae avendo capolini con tutti fiori ligulati. Il genere Pentanema è stato inserito nelle Asteroideae pur sembrando appartenere alle Tubuliflorae, poiché ha i fiori ligulati periferici molto brevi e non superanti le squame involucrali. Per quanto riguarda il pappo ho diviso i generi nelle categorie “Pappo a soffione” e “No soffione”: nella prima categoria rientrano tutti i generi con pappo peloso e appariscente tipo il soffione del Tarassaco; nella seconda categoria rientrano invece sia i generi con pappo presente ma rudimentale, poco appariscente e comunque mai a forma di soffione (sottocategoria che ho chiamato “Pappo non a soffione”), sia i generi con pappo completamente assente (“Pappo nullo”). Dunque i termini pappo e soffione non possono essere utilizzati come sinonimi. Ho ulteriormente suddiviso la categoria “Pappo a soffione” in “Soffione semplice”, dove rientrano i generi con pappo formato da peli semplici, e “Soffione peloso”, in cui rientrano i generi con pappo formato da peli piumosi. Le caratteristiche del pappo sono legate alle strategie di disseminazione, le piante che hanno un pappo sviluppato e peloso a forma di soffione utilizzano un tipo di disseminazione anemocora, mentre quelle con pappo rudimentale o nullo utilizzano altri sistemi di dispersione dei frutti/semi  (disseminazione barocora).

Osservazioni
1)Le tre tipologie di capolino sono distribuite abbastanza equamente all’interno della famiglia, non ci sono categorie che dominano numericamente nettamente su altre: abbiamo infatti 42 generi di Tubuliflorae (in cui sono compresi 15 generi di Cardi), 42 generi di Asteroideae e 33 generi di Cichorioideae.

2)La prima sorpresa arriva dal pappo: pur essendo un elemento spesso associato alle Asteraceae, scopriamo infatti che quasi la metà dei generi non possiede un pappo a forma di soffione; in particolare quasi il 30% dei generi possiede un pappo rudimentale, molto breve o comunque di forma diversa (categoria “pappo non a soffione”), mentre in quasi il 20% dei generi il pappo non è proprio presente (categoria “pappo nullo”).

3)All’interno della categoria “pappo a soffione” Tubuliflore e Cichorioideae hanno il maggior numero di generi: possiamo dire, dunque, che questa struttura è più comune in questi due gruppi, è meno presente nelle Asteroideae (le Margherite), alle quali appartengono infatti il 50% dei generi con pappo non a soffione, e quasi il 60% di tutti i generi con pappo nullo.

4)Nella categoria “pappo non a soffione” ritroviamo solo il 18,9% di generi delle Cichorioideae e il 5,7% dei Cardi, dunque in queste due categorie l’assenza di un pappo a forma di soffione è rara; nella categoria “pappo nullo” i generi delle Cichorioideae sono sempre il 19% mentre non troviamo generi di Cardi. Dunque il soffione è un elemento ancor più caratteristico dei Cardi che delle Cichorioideae, due categorie in cui è difficile non trovare un pappo a forma di soffione, nei Cardi addirittura non vi sono generi con pappo nullo. Ricordiamo che alle Cichorioideae appartiene il genere Taraxacum, il soffione per eccellenza, e il genere Tragopogon con il soffione più grande in assoluto (da cui anche il nome Barba di becco).

4)Il soffione con peli semplici lo ritroviamo in tutte le categorie, mentre il soffione con peli piumosi è assente nelle Tubuliflorae non spinose e nelle Asteroideae.

5)All’interno delle Asteroideae il 64% dei generi non ha un pappo a soffione e ben il 30% quasi dei generi ha pappo nullo: diciamo dunque che, come visto anche prima, questi dati confermano che il soffione non è un elemento comune nelle “Margherite” che hanno scelto altre strategie riguardo alla disseminazione.

6)Nelle Cichorioideae la situazione è ribaltata invece: qui troviamo ben il 70% di generi con pappo a soffione e solo il 12% dei generi ha un pappo nullo. Per quanto riguarda la tipologia di soffione vi è completa parità: metà dei generi hanno un soffione semplice, l’altra metà soffione piumoso.

7)Anche nelle Tubuliflorae la maggioranza dei generi ha un pappo a soffione anche se qui la percentuale scende al 60%. La situazione cambia però se ci spostiamo all’interno delle due sottocategorie Tubuliflorae non spinose e Tubuliflorae spinose: infatti mentre nella prima la situazione è di assoluta parità tra generi con pappo a soffione e generi con pappo non a soffione con quasi il 20% dei generi con pappo nullo, nella seconda categoria (quella dei Cardi) l’80% dei generi ha un pappo a soffione e il restante 20% un pappo di forma diversa ma comunque sempre presente (0% pappo nullo). Inoltre, sempre nei Cardi, la maggior parte dei generi ha un soffione piumoso (il 53%), mentre il 26% dei generi ha un soffione semplice.

 

 

 

 

 

FORAGING TOUR – RACCOLTA venerdì 6 / 20 NOVEMBRE

Bosco di Capodimonte (NA) ************************************

Il parco di Capodimonte si sviluppa su una superficie di 124 ettari ed è l’arera verde cittadina più estesa di Napoli. Utilizzato già a partire dal 1735 per l’attività venatoria di Carlo III di Spagna, la realizzazione del parco avviene nel 1743 sotto la guida dell’architetto Ferdinando Sanfelice, il quale realizza anche la reggia di Capodimonte, oggi uno dei musei più visitati d’Italia. Il parco è di grande impatto visivo e prospettico, progettato con una visione illuminista, ma allo stesso tempo scenografica, con ampie zone panoramiche grazie alla vista su Posillipo, la collina di San Martino ed il Vesuvio. Nel parco si contano oltre quattrocento varietà di alberi secolari come querce, lecci, olmi, tigli e castagni, oltre ad ampie zone di prati e spazi dove prosperano numerose specie di piante selvatiche.

Questo appuntamento è dedicato esclusivamente alla raccolta di erbe, germogli, bacche, fiori e radici selvatiche. Imparerete come raccogliere le piante spontanee in modo sostenibile e rispettoso per l’ambiente naturale, quali parti delle piante raccogliere, dove e quando raccogliere, come pulirle e tutti i trucchi per praticare il foraging in modo sicuro, efficiente e veloce. Al termine dell’esperienza porterete a casa le erbe raccolte e le potrete cucinare seguendo i consigli e le ricette che vi saranno fornite.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni e per iscriversi:
3335712359 Whatsapp – Telegram
robertovetromile@gmail.com

COSE DA PORTARE
-Buste di plastica per alimenti
-Coltello da cucina con lama seghettata
-Forbici
-Guanti di gomma

La raccolta avrà inizio alle ore 10:00 e terminerà alle ore 13:30 circa.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 10€

Foraging teacher: Roberto Vetromile

FORAGING TOUR – RACCOLTA venerdì 13 / 27 NOVEMBRE

Monte Nuovo – Pozzuoli (NA) ************************************

L’Oasi naturalistica di Monte Nuovo, facente parte del complesso dei Campi Flegrei, comprende uno dei vulcani più giovani d’Europa, alto 133 metri, formatosi tra il 29 settembre e il 6 ottobre del 1538 a seguito di un’eruzione che distrusse il villaggio medievale di Tripergole. L’Oasi è caratterizzata da una folta vegetazione con piante tipiche della macchia mediterranea come Mirto, Lentisco, Erica, Corbezzolo.

Questo appuntamento è dedicato esclusivamente alla raccolta di erbe, germogli, bacche, fiori e radici selvatiche. Imparerete come raccogliere le piante spontanee in modo sostenibile e rispettoso per l’ambiente naturale, quali parti delle piante raccogliere, dove e quando raccogliere, come pulirle e tutti i trucchi per praticare il foraging in modo sicuro, efficiente e veloce. Al termine dell’esperienza porterete a casa le erbe raccolte e le potrete cucinare seguendo i consigli e le ricette che vi saranno fornite.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni e per iscriversi:
3335712359 Whatsapp – Telegram
robertovetromile@gmail.com

COSE DA PORTARE
-Buste di plastica per alimenti
-Coltello da cucina con lama seghettata
-Forbici
-Guanti di gomma

La raccolta avrà inizio alle ore 10:00 e terminerà alle ore 13:30 circa.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 10€

Foraging teacher: Roberto Vetromile

FORAGING TOUR sabato 14 NOVEMBRE

Bosco di Portici (NA) ************************************

La reggia di Portici è una dimora storica fatta costruire dal sovrano Carlo di Borbone nel 1742 come palazzo reale per la dinastia dei Borbone di Napoli, prima della costruzione della più imponente reggia di Caserta. Il bosco della reggia raggiunge un’estensione notevole, andando dalla zona di Pugliano lato Vesuvio sin giù al Granatello verso il mare, ed è suddiviso in una zona superiore ed una inferiore. Ampi viali contornati di giardini all’inglese fanno da sfondo ad opere d’arte tra cui vanno annoverate la Fontana delle sirene, il Chiosco di re Carlo e la Fontana dei cigni.

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni. Saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere le erbe spontanee in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura e vi consiglierò come trasformarle in cucina in piatti originali, genuini e gustosi.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni e per iscriversi:
3335712359 Whatsapp
robertovetromile@gmail.com

La passeggiata avrà inizio alle ore 10:00 e terminerà alle ore 12:30
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 10€ 

Guida botanica: Roberto Vetromile

FORAGING TOUR domenica 22 NOVEMBRE

Monte Faito – Vico Equense (NA) ************************************

Il percorso ci porterà a visitare la sorgente dell’Acquasanta, le pendici del Monte Molare (1.444 m.), la cima più alta della provincia di Napoli, fino ad arrivare alla Croce della Conocchia (1.380 m.) dove potremo ammirare uno splendido panorama su Positano, Ravello, Capri, la Costiera Amalfitana e il golfo di Napoli. La passeggiata è una delle più interessanti dal punto di vista floristico in quanto sarà possibile osservare numerosi endemismi alcuni dei quali molto rari, come la pianta carnivora Pinguicula hirtiflora, Lonicera stabiana, Erica terminalis, Aquilegia champagnatii, Santolina neapolitana, Cirsium lacaitae.

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni. Saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere le erbe spontanee in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura e vi consiglierò come trasformarle in cucina in piatti originali, genuini e gustosi.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni e per iscriversi:
3335712359 Whatsapp – Telegram
robertovetromile@gmail.com

 SCHEDA TECNICA
– Difficoltà: Media – Livello E-Escursionistico
– Lunghezza percorso: 5 km
– Dislivello: +/- 300 mt

 EQUIPAGGIAMENTO
– Scarpe da trekking con suola scolpita (obbligatorie)
– Giacca impermeabile, abbigliamento a strati
– Acqua (almeno 1 litro a persona)
– Pranzo a sacco

L’escursione avrà inizio alle ore 10:30 e terminerà alle ore 16:30 circa
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 15€

Guida botanica: Roberto Vetromile

FORAGING TOUR domenica 4 OTTOBRE

Parco regionale del Matese (CE) ***********************************

Il parco regionale del Matese si estende su una superficie di 1585 km² tra Campania e Molise, è costituito da una catena di monti calcarei il più alto dei quali è monte Miletto (2050m.), seguono la Gallinola (1923m.) e il monte Mutria (1823m.). Il parco comprende anche il lago di origine glaciale del Matese, lago di natura carsica più alto d’Italia (1011m.), e due laghi artificiali formati dalla diga sul fiume Lete: il lago di Letino e di Gallo Matese. Il parco è ricchissimo di specie floristiche, ne sono state catalogate ben 1535 finora, alcune completamente nuove per la flora di Campania e Molise (Cynoglossum magellense, Gagea bohemica, Cardamine amporitana, Myosotis stricta) e molte altre probabilmente sono ancora da scoprire. Nelle faggete potremmo avere la fortuna di incontrare la famosa orchidea fantasma (Epipogium aphyllum), mentre il lago del Matese ospita rare specie di idrofite come: Menyanthes trifoliata, Caltha palustris, Hippuris vulgaris e la carnivora Utricularia australis. Nelle aree sommitali è possibile ammirare invece dei veri e propri relitti glaciali come: Campanula scheuchzeri, Hypericum richeri e Linum alpinum.

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni. Saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere le erbe spontanee in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura e vi consiglierò come trasformarle in cucina in piatti originali, genuini e gustosi.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni e per iscriversi:
3335712359 Whatsapp – Telegram
robertovetromile@gmail.com

 EQUIPAGGIAMENTO
– Scarpe da trekking con suola scolpita (obbligatorie)
– Giacca impermeabile, abbigliamento a strati
– Acqua (almeno 1,5 litri a persona)
– Pranzo a sacco

L’escursione avrà inizio alle ore 10:30 e terminerà alle ore 15:30 circa.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 15 euro

Guida botanica: Roberto Vetromile

FORAGING TOUR domenica 25 OTTOBRE

Valle delle Ferriere – Scala (SA) ************************************

La riserva Valle delle Ferriere è un’area naturale protetta situata nel comune di Scala, in provincia di Salerno, nel settore sudorientale dei monti Lattari; è percorsa dal torrente Canneto e sovrastata dalle cime del monte Cervigliano (1203m), del monte Campanaro (1058m) e del monte Rotondo (1038m). Per la sua ricchezza d’acqua ha ospitato durante il periodo della Repubblica Amalfitana alcune cartiere e una ferriera, da cui il nome. Il metallo, utilizzato per la fabbricazione di chiodi per le imbarcazioni, proveniva dall’isola d’Elba, sbarcava ad Amalfi e veniva trasportato dai muli lungo la valle fino alla ferriera. Si tratta di un ecosistema unico al mondo di inestimabile valore scientifico e naturalistico, infatti per la sua posizione geografica, ed essendo protetta dai freddi venti settentrionali, vi sono condizioni ambientali dove predomina l’elevata umidità ed escursioni termiche minime: ciò ha consentito la sopravvivenza di un vero e proprio fossile vivente, una felce gigante risalente al periodo del Terziario (70 milioni di anni fa), quando l’area del Mediterraneo era caratterizzata da un clima tropicale, testimonianza rarissima in Italia di flora preglaciale. Parliamo della Woodwardia radicans, scoperta per la prima volta dal botanico Pier Antonio Micheli nel 1710 che è possibile ammirare nella Riseva Naturale Orientata e che data la sua rarità e la sua natura di specie relitta è tutelata da Convenzioni internazionali. Altra particolarità del luogo è la possibilità di osservare il fenomeno detto di “inversione della vegetazione”: infatti, mentre sul fondo del vallone è presente un bosco misto mesofilo, le pareti sovrastanti ospitano formazioni vegetali di gariga e macchia mediterranea.

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni. Saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere le erbe spontanee in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura e vi consiglierò come trasformarle in cucina in piatti originali, genuini e gustosi.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni e per iscriversi:
3335712359 Whatsapp – Telegram
robertovetromile@gmail.com

EQUIPAGGIAMENTO
– Scarpe da trekking con suola scolpita (obbligatorie)
– Giacca impermeabile, abbigliamento a strati
– Acqua (almeno 1,5 litri a persona)
– Pranzo a sacco

L’escursione avrà inizio alle ore 10:30 e terminerà alle ore 16:30 circa.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 20€ (comprensivi del biglietto di 5€ per accedere alla Riserva naturale orientata)

Guida botanica: Roberto Vetromile

SAFARI PLANT 7-14-28 AGOSTO

La Camosciara – Civitella Alfedena (AQ) ************************************

La riserva naturale integrale della Camosciara, toponimo legato alla cospicua presenza del camoscio d’Abruzzo, è un’area protetta situata nei comuni di Civitella Alfedena, Opi e Pescasseroli in provincia dell’Aquila, che rappresenta il nucleo originario e centrale del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che venne ufficialmente istituito l’11 gennaio 1923. Il percorso adiacente al torrente Scerto, affluente del fiume Sangro, termina alle cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle e si snoda in un anfiteatro naturale circondato da una corona di monti dall’aspetto dolomitico, in particolare i monti Capraro (2.100m) e Sterpi D’Alto (1.966m).

Una passeggiata comoda e adatta a tutti, all’ombra di numerose specie di alberi come Cerri, Maggiociondoli, Faggi e il Pino nero di Villetta Barrea, durante la quale sarà possibile osservare piante dalla rara bellezza poco comuni per l’appennino, in particolare la meravigliosa orchidea Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus), unica stazione per il centro-sud Italia, e l’Iris marsica, altro endemismo del parco. Ma sarà possibile ammirare anche Cirsium oleraceus, Paris quadrifolia, Gentiana cruciata, Carlina acaulis, Veratrum album e tante altre piante che poche passeggiate offrono in una così assortita concentrazione.

Durante i tour di Discovering Wild Plants vi insegnerò a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Parleremo anche di piante commestibili, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni e per iscriversi:
3335712359 Whatsapp
robertovetromile@gmail.com

SCHEDA TECNICA
– Difficoltà: Facile – Livello T – Turistico
– Lunghezza percorso: 5 km
– Dislivello: +/- 100 mt

EQUIPAGGIAMENTO
– Scarpe da trekking con suola scolpita (obbligatorie)
– Giacca impermeabile antivento, abbigliamento a strati
– Acqua (almeno 1,5 litri a persona)
– Pranzo a sacco

L’escursione avrà inizio alle ore 10:30 e terminerà alle ore 15:30 circa
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 15 euro

Guida botanica: Roberto Vetromile

 

 

LE GIORNATE BOTANICHE 31 LUGLIO 1-2 AGOSTO

Macugnaga (VB) ************************************

Macugnaga è un comune della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte, situato quasi al limite estremo della Valle Anzasca, derivazione laterale della Val d’Ossola, ai piedi del versante est del Monte Rosa e della sua famosa parete Est. Il territorio è solcato da numerosi corsi d’acqua tutti tributari del torrente Anza che nasce dalla fusione del Ghiacciaio del Belvedere e lambisce quasi tutte le frazioni del paese sino a confluire nella Toce. A Macugnaga si trovano inoltre numerosi laghetti alpini e un bacino artificiale: la diga della valle Quarazza, detta Lago delle Fate e il Lago delle Locce, piccolo bacino glaciale situato a oltre 2.300 metri s.l.m., originato dalla fusione del ghiacciaio omonimo.

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni. Saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere le erbe spontanee in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura e vi consiglierò come trasformarle in cucina in piatti originali, genuini e gustosi.

PROGRAMMA:

Venerdì 31 LUGLIO: escursione in Val Quarazza al Lago delle Fate
Scheda Tecnica
– Difficoltà: Facile, Livello T (Turistico)
– Lunghezza percorso: 6 km
– Dislivello: +/- 100 mt
– Durata: 5 ore (compresa pausa pranzo)
Quota di partecipazione: 25€ comprensiva di guida botanica e pranzo a sacco

Sabato 1 AGOSTO: escursione al Rifugio Zamboni e Lago delle Locce
Scheda Tecnica
– Difficoltà: Media – Livello E- Escursionistico
– Lunghezza percorso: 8 km
– Dislivello: +/- 800 mt (600mt di seggiovia)
– Durata 6 ore (compresa pausa pranzo)
Quota di partecipazione: 30€ comprensivi di guida botanica, pranzo a sacco e biglietto di andata della seggiovia

Domenica 2 AGOSTO: escursione all’Alpe Meccia e all’Alpe Bill
Scheda tecnica
– Difficoltà: Media – Livello E- Escursionistico
– Lunghezza percorso: 8 km
– Dislivello: +/- 400 mt
– Durata 6 ore (compresa pausa pranzo)
Quota di partecipazione: 25€ comprensiva di guida botanica e pranzo a sacco

Sabato 1 AGOSTO: cena selvatica a base di erbe locali
Quota di partecipazione: 25€ (bevande escluse)

Sono previsti i seguenti sconti:
– 15€ per chi partecipa a tutti gli eventi (3 passeggiate e cena selvatica)
– 10€  per chi partecipa a tre eventi
– 5€ per chi partecipa ad almeno due eventi

Equipaggiamento
– Scarpe da trekking con suola scolpita (obbligatorie)
– Giacca impermeabile antivento, abbigliamento a strati
– Protezioni per il Sole
– Acqua (almeno 1litro a persona)

N.B. tutti coloro che non saranno provvisti di equipaggiamento adeguato non potranno partecipare alle escursioni.
Alle escursioni di sabato 1 agosto e domenica 2 agosto possono partecipare solo persone in buone condizioni fisiche.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
3335712359 Whatsapp
robertovetromile@gmail.com

Il luogo e l’orario dell’appuntamento saranno comunicati al momento della prenotazione.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.

Guida botanica: Roberto Vetromile

Possibilità di pernottamento presso il Circolo ARCI – Al 220 Z’Makanà