Studio sulle Asteraceae

Studio sulle Asteraceae

Ho preso in esame 117 generi della flora spontanea italiana appartenenti alla famiglia delle Asteraceae e li ho divisi in categorie utilizzando come elementi caratterizzanti la tipologia di fiore e il pappo. Nelle Tubuliflorae ho inserito tutti i generi aventi capolino con soli fiori tubulosi; nelle Asteroideae ho inserito tutti i generi aventi capolino con fiori tubulosi formanti un disco centrale e fiori ligulati periferici formanti un raggio petaloide (struttura dell’infiorescenza tipo Margherita); infine nelle Cichorioideae ho inserito tutti i generi aventi capolino con soli fiori ligulati. Ho suddiviso a sua volta le Tubuliflorae in Tubuliflorae non spinose e Tubuliflorae spinose (comunemente definite Cardi), considerando come spinosi solo quei generi con spine su foglie e fusto (dunque il genere Centaurea e altri che comprendono specie con squame involucrali spinose, ma assenza di spine su foglie e fusto, sono stati inseriti nelle Tubuliflorae non spinose). Tale suddivisione è botanicamente scorretta, solo per le Cichorioideae la categoria che ho utilizzato nei grafici corrisponde esattamente alla categoria botanica della sottofamiglia Cichorioideae. Per quei generi, all’interno dei quali esistono specie appartenenti a più di una categoria (Bidens, Erigeron, Matricaria, Petasites, Senecio, Tanacetum, Leucanthemum), ho scelto la categoria alla quale appartenevano la maggioranza delle specie presenti in quel genere (ad esempio ho inserito Bidens nelle Asteroideae, pur se B.frondosa e B.tripartita hanno solo fiori tubulosi). Il genere Scolymus, pur sembrando esteticamente un cardo, è stato inserito nelle Cichorioideae avendo capolini con tutti fiori ligulati. Il genere Pentanema è stato inserito nelle Asteroideae pur sembrando appartenere alle Tubuliflorae, poiché ha i fiori ligulati periferici molto brevi e non superanti le squame involucrali. Per quanto riguarda il pappo ho diviso i generi nelle categorie “Pappo a soffione” e “No soffione”: nella prima categoria rientrano tutti i generi con pappo peloso e appariscente tipo il soffione del Tarassaco; nella seconda categoria rientrano invece sia i generi con pappo presente ma rudimentale, poco appariscente e comunque mai a forma di soffione (sottocategoria che ho chiamato “Pappo non a soffione”), sia i generi con pappo completamente assente (“Pappo nullo”). Dunque i termini pappo e soffione non possono essere utilizzati come sinonimi. Ho ulteriormente suddiviso la categoria “Pappo a soffione” in “Soffione semplice”, dove rientrano i generi con pappo formato da peli semplici, e “Soffione peloso”, in cui rientrano i generi con pappo formato da peli piumosi. Le caratteristiche del pappo sono legate alle strategie di disseminazione, le piante che hanno un pappo sviluppato e peloso a forma di soffione utilizzano un tipo di disseminazione anemocora, mentre quelle con pappo rudimentale o nullo utilizzano altri sistemi di dispersione dei frutti/semi  (disseminazione barocora).

Osservazioni
1)Le tre tipologie di capolino sono distribuite abbastanza equamente all’interno della famiglia, non ci sono categorie che dominano numericamente nettamente su altre: abbiamo infatti 42 generi di Tubuliflorae (in cui sono compresi 15 generi di Cardi), 42 generi di Asteroideae e 33 generi di Cichorioideae.

2)La prima sorpresa arriva dal pappo: pur essendo un elemento spesso associato alle Asteraceae, scopriamo infatti che quasi la metà dei generi non possiede un pappo a forma di soffione; in particolare quasi il 30% dei generi possiede un pappo rudimentale, molto breve o comunque di forma diversa (categoria “pappo non a soffione”), mentre in quasi il 20% dei generi il pappo non è proprio presente (categoria “pappo nullo”).

3)All’interno della categoria “pappo a soffione” Tubuliflore e Cichorioideae hanno il maggior numero di generi: possiamo dire, dunque, che questa struttura è più comune in questi due gruppi, è meno presente nelle Asteroideae (le Margherite), alle quali appartengono infatti il 50% dei generi con pappo non a soffione, e quasi il 60% di tutti i generi con pappo nullo.

4)Nella categoria “pappo non a soffione” ritroviamo solo il 18,9% di generi delle Cichorioideae e il 5,7% dei Cardi, dunque in queste due categorie l’assenza di un pappo a forma di soffione è rara; nella categoria “pappo nullo” i generi delle Cichorioideae sono sempre il 19% mentre non troviamo generi di Cardi. Dunque il soffione è un elemento ancor più caratteristico dei Cardi che delle Cichorioideae, due categorie in cui è difficile non trovare un pappo a forma di soffione, nei Cardi addirittura non vi sono generi con pappo nullo. Ricordiamo che alle Cichorioideae appartiene il genere Taraxacum, il soffione per eccellenza, e il genere Tragopogon con il soffione più grande in assoluto (da cui anche il nome Barba di becco).

4)Il soffione con peli semplici lo ritroviamo in tutte le categorie, mentre il soffione con peli piumosi è assente nelle Tubuliflorae non spinose e nelle Asteroideae.

5)All’interno delle Asteroideae il 64% dei generi non ha un pappo a soffione e ben il 30% quasi dei generi ha pappo nullo: diciamo dunque che, come visto anche prima, questi dati confermano che il soffione non è un elemento comune nelle “Margherite” che hanno scelto altre strategie riguardo alla disseminazione.

6)Nelle Cichorioideae la situazione è ribaltata invece: qui troviamo ben il 70% di generi con pappo a soffione e solo il 12% dei generi ha un pappo nullo. Per quanto riguarda la tipologia di soffione vi è completa parità: metà dei generi hanno un soffione semplice, l’altra metà soffione piumoso.

7)Anche nelle Tubuliflorae la maggioranza dei generi ha un pappo a soffione anche se qui la percentuale scende al 60%. La situazione cambia però se ci spostiamo all’interno delle due sottocategorie Tubuliflorae non spinose e Tubuliflorae spinose: infatti mentre nella prima la situazione è di assoluta parità tra generi con pappo a soffione e generi con pappo non a soffione con quasi il 20% dei generi con pappo nullo, nella seconda categoria (quella dei Cardi) l’80% dei generi ha un pappo a soffione e il restante 20% un pappo di forma diversa ma comunque sempre presente (0% pappo nullo). Inoltre, sempre nei Cardi, la maggior parte dei generi ha un soffione piumoso (il 53%), mentre il 26% dei generi ha un soffione semplice.

 

 

 

 

 

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