FRUTTI, FRUTTI MULTIPLI, FRUTTI COMPOSTI E FALSI FRUTTI

FRUTTI, FRUTTI MULTIPLI, FRUTTI COMPOSTI E FALSI FRUTTI

Quando si parla di frutti c’è molta confusione in giro, proverò a fare un po’ di chiarezza. Quella che comunemente chiamiamo Noce, cioè il frutto di Juglans regia, in realtà in termini botanici non è una noce, ma una drupa dove il frutto vero e proprio (pericarpo) è costituito dal mallo esterno che avvolge la noce e dal guscio legnoso che costituisce la parte più interna del frutto (endocarpo), come avviene pure nel caso delle Mandorle, il frutto di Prunus dulcis. Quello che poi andiamo a mangiare, in pratica il gheriglio della noce o la mandorla, è il seme. Stesso discorso vale con i Pistacchi (Pistacia vera) e la Noce di cocco (Cocos nucifera) che pur sembrando noci sono in realtà anch’esse delle drupe (il Cocco tra l’altro è anche il seme più grande del mondo), mentre quelle che comunemente chiamiamo Noccioline o Arachidi sono i semi di un legume che si sviluppa sotto terra! (Arachis hypogaea). Le vere noci sono le Ghiande (frutti di Quercus), le Castagne (frutti di Castanea), le Faggiole (frutti di Fagus, Faggio) e le Nocciole (frutti di Corylus, Nocciolo). Anche qui quello che poi andiamo a mangiare è il seme della pianta, mentre il frutto nel caso della Castagna è la buccia coriacea, nel caso della Nocciola è la parte legnosa esterna. Attenzione perché il riccio delle castagne non è il vero frutto, come ricordo mi spiegarano alle elementari, e lo stesso dicasi per la cupola che ricopre la ghianda, poiché queste strutture si sviluppano da altre parti del fiore e non dall’ovario. Nel caso dell’Ippocastano (Aesculus hippocastanum), che produce un frutto volgarmente chiamato Castagna matta, simile alla Castagna e spesso con essa confuso, il vero frutto invece è proprio il rivestimento spinoso esterno, mentre la Castagna matta è il seme (nello specifico si tratta di un frutto a capsula). Dunque spesso quelli che noi mangiamo pensando siano frutti sono in realtà semi (Noce, Castagna, Nocciola, Mandorla, Noce di cocco, Arachidi, Fagioli, Ceci, Piselli, Soia), ma a volte capita anche il contrario, ossia quelli che chiamiamo semi a volte in realtà sono frutti. E’ il caso dei semi di Finocchietto (Foeniculum vulgaris), Cumino (Cuminum cyminum), Coriandolo (Coriandrum sativum), Aneto (Anethum graveolens), Anice (Pimpinella anisum) che in realtà sono frutti schizocarpici (diacheni) tipici della famiglia delle Apiaceae a cui queste piante appartengono; o dei cereali come Frumento, Farro, Orzo, Avena, Mais, Riso, Miglio, Sorgo che in realtà sono frutti chiamati cariossidi (tipici della famiglia delle Poaceae); ma anche i semi di Girasole (Helianthus annuus) sono frutti (il frutto è rappresentato dal guscio coriaceo esterno che viene eliminato prima della consumazione). Passando ai frutti carnosi l’errore che si commette più spesso è confondere le More (Rubus ulmifolius) o i Lamponi (Rubus idaeus) con le More del Gelso (Morus): nel primo caso il frutto deriva da un unico fiore che ha il pistillo formato da molti ovari separati ognuno dei quali darà vita ad una piccola drupa (frutto multiplo detto drupeto); nel secondo caso il frutto deriva da più fiori ognuno dei quali darà vita ad un piccolo frutticino che a sua volta costituirà il frutto del Gelso (frutto composto o infruttescenza detta soroso). Un altro tipo di frutto composto (sicono), ossia derivante da più fiori, è il Fico dove il frutto che mangiamo in realtà è costituito dal ricettacolo carnoso ingrossato che contiene al suo interno i veri frutti provenienti ognuno da un fiore. Altro caso sono le Fragole (Fragaria vesca) e i frutti della Rosa canina (detti cinorrodi): anche qui quello che chiamiamo frutto è in realtà il ricettacolo ingrossato e divenuto carnoso, mentre i veri frutti sono costituiti dagli acheni che si trovano saldati sulla superficie del ricettacolo carnoso (conocarpo) nel caso della Fragola o che si trovano liberi all’interno del ricettacolo nel caso della Rosa, solo che qui a differenza del Fico, i frutticini derivano da un unico fiore con pistillo costituito da molti ovari separati (si tratta dunque di un frutto multiplo come quello delle More del Rovo). Altro caso sono tutti quei frutti che comunemente consumiamo, ma che consideriamo ortaggi e non frutti: Pomodori, Peperoni, Melanzane che sono bacche, o Zucchine, Zucche e Cetrioli che sono un tipo particolare di bacca chiamata peponide. Mele, Pere, Nespole, Sorbe sono invece dei falsi frutti (angiocarpi) detti pomi, derivanti da un ovario infero saldato al ricettacolo che con la maturazione si ingrossa insieme all’ovario e diviene carnoso: quello che in realtà mangiamo in questi frutti è proprio il ricettacolo, mentre il vero frutto (pericarpo) è rappresentato da quello che comunemente chiamiamo torsolo.

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