Archivia 2021

FORAGING TOUR 6/7 MARZO

Villa Ada / Parco Caffarella (Roma) ************************************

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni. Saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere le erbe spontanee in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura e vi consiglierò come trasformarle in cucina in piatti originali, genuini e gustosi.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni e per iscriversi:
3335712359 Whatsapp – Telegram
robertovetromile@gmail.com

Villa Ada: sabato 6 MARZO
Parco Caffarella: domenica 7 MARZO

La passeggiata avrà inizio alle ore 10:00 e terminerà alle ore 12:30 circa.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 10€

Guida botanica: Roberto Vetromile

CROCUS: SCHEMA DELLE SPECIE ITALIANE

Di Crocus (Zafferano selvatico) in Italia abbiamo 16 specie selvatiche spontanee, più Crocus sativus, lo Zafferano coltivato, specie sterile moltiplicata e riprodotta solo dall’uomo. In realtà ci sarebbe anche il Crocus neglectus le cui differenze però con Crocus neapolitanus sono talmente impercettibili che, non me ne vogliano i floristi, ho preferito non inserirlo nella lista. Ci sono diversi elementi diagnostici che possono aiutarci a determinare le varie specie, in basso uno schema che ho realizzato servendomi delle chiavi di identificazione e delle descrizioni del Pignatti vecchia e nuova edizione.

CROCUS VERSUS COLCHICUM

Colchicum e Crocus due generi eternamente appaiati, scambiati, discussi. Quando un Crocus o un Colchicum viene postato sui gruppi social che si occupano di riconoscimento i litigi sono assicurati! Il Crocus è il genere dello Zafferano, per la precisione lo Zafferano che usiamo in cucina è il Crocus sativus, che non cresce spontaneamente, ma viene coltivato. Tutti i Crocus nati e cresciuti spontaneamente sono altre specie (attualmente in Italia sono presenti 16 specie diverse di Crocus) e vengono o dovrebbero essere chiamati Zafferano selvatico, sono un po’ diversi tra loro e dal Crocus sativus, ma sempre Crocus sono. Poi c’è il Colchicum, una delle piante più velenose che abbiamo in Italia, che può provocare anche la morte se ingerito, come già accaduto in passato. Chiamarlo Zafferano selvatico, come ho sentito fare a volte, è molto scorretto perché genera ulteriori confusioni e perché il Colchicum non c’entra niente con lo Zafferano: è il Colchicum ad essere velenoso e non lo Zafferano selvatico!

Vediamo le somiglianze: appartengono entrambi alla classe delle Monocotiledoni, quindi le foglie sono più o meno lanceolate-lineari con nervature parallele e margine intero; i fiori sono solitari ed hanno una struttura con simmetria trimera (tepali = 3+3, carpelli = 3, stili e stimmi = 3), il frutto è una capsula costituita da 3 valve; entrambi sono provvisti di un bulbotubero sotterraneo che funge da organo di riserva. Le somiglianze finiscono qui.

Passiamo alle differenze: prima descrivendo la struttura del fiore ho evitato di citare gli stami, essi infatti sono l’elemento fondamentale per distinguere i due generi: infatti mentre nei Crocus gli stami sono soltanto 3 (come in tutte le Iridaceae, la famiglia a cui esso appartiene), in Colchicum (famiglia Colchicaceae) gli stami sono invece 6. La presenza di soli 3 stami nei Crocus, e in tutte le altre Iridaceae, è un elemento alquanto eccezionale, visto che in tutte le altre Monocotiledoni (tranne Poaceae e Orchidaceae) il numero di stami è sempre 6, e direi anche una fortuna essendo un elemento così facilmente osservabile che ci permette di distinguere i due generi in modo così netto e preciso senza alcuna incertezza. Unica eccezione è Colchicum gonarei, presente solo in Sardegna, che ha solo 4 stami anziché 6.

Un altro elemento che può aiutare a distinguere le due piante sono le foglie. Anche in questo caso è presente un fenomeno alquanto eccezionale, questa volta nel Colchicum, che può aiutarci nella determinazione. I Colchicum, infatti hanno un ciclo vitale molto particolare: producono, generalmente in agosto-settembre, soltanto i fiori, mentre le foglie ed i frutti compariranno soltanto nella primavera successiva per poi sparire nuovamente alla fioritura. Sembrerà quindi verificarsi l’assurdo caso in cui i frutti compaiono qualche mese prima dei fiori, mentre in realtà quei frutti sono relativi alla fioritura dell’anno precedente! I Crocus invece, come avviene nella maggior parte dei casi, hanno le foglie presenti contemporaneamente alla fioritura. Attenzione però, perché ci sono delle eccezioni che possono portarci sulla pista sbagliata. In Crocus ligusticus le foglie sono assenti alla fioritura, quindi potrebbe confondersi con un Colchicum, ma soprattutto esistono in Italia 3 specie di Colchicum (C.bulbocodium, C.cupanii e C.triphyllum) che hanno foglie presenti in concomitanza dei fiori! Ho notato poi, con preoccupazione, che molte persone utilizzano come carattere distintivo il periodo di fioritura. Ebbene, innanzitutto precisiamo che il periodo di fioritura non è un carattere costante e sicuro poiché può essere influenzato da diversi fattori come il clima di quell’anno, l’altitudine, la latitudine, etc. Normalmente si tende a considerare il Colchicum a fioritura estiva, mentre il Crocus a fioritura primaverile, ma questo è vero solo in parte. Innanzitutto per molti Colchicum la fioritura può prolungarsi fino ad ottobre-novembre, mentre in alcuni casi (Colchicum bulbocodium e Colchicum triphyllum che fioriscono tra gennaio e aprile) la fioritura addirittura si sovrappone completamente a quella dei Crocus. Alcuni Crocus inoltre (Crocus thomasii, Crocus ligusticus, Crocus longiflorus) sono a fioritura autunnale (settembre-dicembre), dunque la loro fioritura si sovrappone a quelle di molte specie di Colchicum. Riepilogando l’unico metodo sicuro per distinguere un Crocus da un Colchicum è contare il numero degli stami che sono 3 nei Crocus e 6 nei Colchicum (e no degli stimmi che sono 3 sia nei Crocus che nei Colchicum)

FORMULE FIORALI:
Crocus           *, P 3+3, A 3, G (3), ovario infero
Colchicum    *, P 3+3, A 6, G (3), ovario supero

Periodio di fioritura delle principali specie italiane di Crocus e Colchicum
Crocus suaveolens  gen-mar
Crocus biflorus  gen-apr  nov-dic
Crocus variegatus  gen-mar
Crocus vernus  mar-giu
Crocus thomasii  set-dic
Crocus ligusticus  ago-ott
Crocus longiflorus set-dic

Colchicum gonarei  ago-nov
Colchicum alpinum  giu-set
Colchicum cupanii  ago-nov
Colchicum triphyllum  gen-mag  nov-dic
Colchicum verlaqueae ago-ott
Colchicum longifolium  ago-nov
Colchicum neapolitanum  ago-nov
Colchicum bivonae  ago-ott
Colchicum lusitanum lug-nov
Colchicum autumnale lug-set
Colchicum bulbocodium  gen-apr

FORAGING TOUR domenica 7 FEBBRAIO

Monte Gauro – Pozzuoli (NA) ************************************

Il monte Gauro è un vulcano in stato di quiescenza che costituisce la maggiore elevazione dei Campi Flegrei con le sue tre cime: monte Barbaro 331 m, monte Sant’Angelo 308 m e monte Corvara 290 m, da cui il nome di origine greca che vuol dire maestoso. All’interno si trova il cratere di Campiglione con un diametro di 750m, sulle sue pendici possiamo trovare un antico castagneto e la tipica vegetazione della macchia mediterranea costituita da Lentisco, Mirto, Corbezzolo, Erica.

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni. Saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere le erbe spontanee in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura e vi consiglierò come trasformarle in cucina in piatti originali, genuini e gustosi.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni e per iscriversi:
3335712359 Whatsapp/Telegram
robertovetromile@gmail.com

 EQUIPAGGIAMENTO
– Scarpe da trekking con suola scolpita (obbligatorie)
– Giacca impermeabile antivento, abbigliamento a strati
– Acqua (almeno 1 litro a persona)
– Pranzo a sacco

La passeggiata avrà inizio alle ore 10:30 e terminerà alle ore 15:30 circa.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 15€

Guida botanica: Roberto Vetromile

 

 

 

FORAGING TOUR sabato 13 FEBBRAIO

Monte Virgo – Casertavecchia (CE) *************************************

Il monte Virgo (620 m.) è la cima più elevata dei monti Tifatini e sovrasta Casertavecchia, uno dei borghi più belli d’Italia. Lungo il percorso potremo scoprire e studiare le numerose specie vegetali che crescono in quegli habitat, inoltre in vetta è possibile godere di uno straordinario panorama a 360°, tra cui il Matese, il Taburno, il Vesuvio, la Reggia di Caserta, l’intero golfo di Napoli comprese Capri e Ischia.

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni. Saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere le erbe spontanee in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura e vi consiglierò come trasformarle in cucina in piatti originali, genuini e gustosi.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni e per iscriversi:
3335712359 Whatsapp/Telegram
robertovetromile@gmail.com

EQUIPAGGIAMENTO
– Scarpe da trekking con suola scolpita (obbligatorie)
– Giacca impermeabile antivento, abbigliamento a strati
– Acqua (almeno 1 litro a persona)
– Pranzo a sacco

La passeggiata avrà inizio alle ore 10:30 e terminerà alle ore 15:30 circa.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 15€

Guida botanica: Roberto Vetromile

FORAGING TOUR domenica 14 FEBBRAIO

Monte Somma/Vesuvio – Ottaviano (NA) ************************************

Saremo immersi nel Parco Nazionale del Vesuvio, alla scoperta di una flora selvatica ricca di specie rare ed endemiche, attraverseremo boschi di pino, castagno, ontano napoletano, acero, leccio, robinia fino a giungere al Largo Angelo Prisco, da cui proseguiremo l’ascesa verso lo Slargo la Marca posto a 797 metri da cui è possibile godere di uno degli scorci più belli di questa passeggiata: la Valle dell’Inferno con il cono del Vesuvio sullo sfondo. Infine raggiungeremo le cosiddette lave a corda e una strettissima grotta detta il Taglio lunga circa 30 metri creatasi in seguito alla colata lavica del 1929. Potremo osservare specie di notevole interesse botanico come: l’Ontano napoletano, uno dei pochissimi alberi endemici dell’Italia; la Cephalanthera rubra, una bellissima e rara orchidea che in Campania è a rischio di estinzione; lo Stereocaulon vesuvianum, un lichene tipico delle rocce vulcaniche, avente un importante ruolo ecologico poiché è in grado di disgregare la superficie delle lave; il Glaucium flavum, un papavero giallo che in genere vive sulle spiagge ma che qui possiamo trovare a 1000 metri di altezza; il Verbascum rotundifolium, un rarissimo endemismo che è possibile osservare in pochissime aree della Campania.

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Verranno descritte le proprietà organolettiche e nutrizionali delle erbe che incontreremo, i loro usi tradizionali e gli aneddoti ad esse legati, saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, raccontando come trasformarle in cucina in piatti originali e gustosi, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per maggiori informazioni e per iscriversi:
3335712359 Whatsapp/Telegram
robertovetromile@gmail.com

SCHEDA TECNICA
– Difficoltà: Media – Livello E- Escursionistico
– Lunghezza percorso: 6 km
– Dislivello: +/- 300 mt

EQUIPAGGIAMENTO
– Scarpe da trekking con suola scolpita (obbligatorie)
– Giacca impermeabile antivento, abbigliamento a strati
– Acqua (almeno 1 litro a persona)
– Pranzo a sacco

L’escursione avrà inizio alle ore 10:00 e terminerà alle ore 16:00 circa.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 15€

Guida botanica: Roberto Vetromile

BALLOTA CONTRO MARRUBIO

Due piante che spesso vengono confuse tra loro sono Ballota nigra e Marrubium vulgare: appartengono alla famiglia delle Lamiaceae, hanno foglie molto simili ed entrambe emanano un odore caratteristico considerato generalmente sgradevole. A confondere ulteriormente le acque è il loro nome comune italiano: vengono infatti chiamate tutte e due Marrubio! In fioritura le piante sono facilmente distinguibili poiché la Ballota ha fiori con corolla rosa, viola, lillà, mentre il Marrubium ha fiori bianchi, ma l’elemento che vi dà l’assoluta certezza della determinazione è il calice, elemento tra l’altro facilmente osservabile: Ballota nigra ha il calice con 5 denti, Marrubium vulgare invece con 10. Altro elemento che può aiutare nella determinazione è l’habitat, ho notato che Ballota predilige ambienti più umidi rispetto a Marrubium che si trova quasi sempre in zone aride, inoltre secondo la mia esperienza la Ballota è più comune del Marrubium, anche se molto spesso essa viene confusa con quest’ultimo. Dicevamo che il problema sorge prima della fioritura, andiamo allora a confrontare le foglie, vorrei premettere però che senza fiori e frutti le determinazioni hanno sempre un tasso abbastanza alto di errore. La Ballota ha la lamina fogliare di forma ovato-lanceolata, quindi più allungata, mentre il Marrubium ha una foglia che va dalla forma ovata a reniforme a orbicolare (circolare). Altro elemento importante è l’apice della foglia che in Ballota è quasi sempre acuto, mentre in Marrubium l’apice è ottuso e arrotondato, mai acuto. Il margine è crenato o dentato in Ballota, crenato e mai dentato in Marrubium dove spesso il margine è anche ondulato e increspato. Le nervature sono reticolate in entrambe le specie, in Marrubium risultano molto più marcate, sprofondate ed emergenti nella pagina inferiore, elemento che rende le foglie del Marrubium di consistenza più dura al tatto, mentre le foglie di Ballota sono più sottili e tenere. Infine le piante sono entrambe pubescenti, il fusto di Ballota è caratterizzato da peli rivolti verso il basso, mentre la pagina inferiore delle foglie del Marrubium è densamente tomentosa, bianca lanosa.

FORAGING TOUR sabato 20 FEBBRAIO

Capo Miseno – Bacoli (NA) ************************************

Virgilio racconta che Capo Miseno fosse stato eretto da Enea, come tumulo per commemorare Misenum, il suo trombettiere morto per aver avuto l’ardire di sfidare Tritone, figlio di Poseidone.
Seguendo un sentiero lastricato di blocchetti di tufo raggiungeremo la cima di Capo Miseno (m 170) dominata dal suo vecchio faro, dove si presenterà un panorama mozzafiato che spazia dalle isole del Golfo di Napoli – Ischia, Procida e Capri – alla Penisola Sorrentina, dal Golfo di Pozzuoli al Vesuvio.

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Verranno descritte le proprietà organolettiche e nutrizionali delle erbe che incontreremo, i loro usi tradizionali e gli aneddoti ad esse legati, saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, raccontando come trasformarle in cucina in piatti originali e gustosi, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
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 EQUIPAGGIAMENTO
– Scarpe da trekking con suola scolpita (obbligatorie)
– Giacca impermeabile antivento, abbigliamento a strati
– Acqua (almeno 1 litro a persona)
– Pranzo a sacco

La passeggiata avrà inizio alle ore 10:30 e terminerà alle ore 14:30 circa.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
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Quota di partecipazione: 15€

Guida botanica: Roberto Vetromile

FORAGING TOUR domenica 21 FEBBRAIO

Foresta di Cuma – Pozzuoli (NA) ************************************

La Foresta Regionale di Cuma, tuttora conosciuta con l’originario nome di Selva Gallinaria per la presenza in passato della Gallinella d’acqua che nidificava in questo luogo ricco di stagni e acquitrini, in tempi molto lontani si estendeva ininterrottamente dal Lago del Fusaro alla foce del Volturno. Oggi è costituita da una fitta lecceta che si estende ai piedi del promontorio di Cuma dove sorge l’omonima Acropoli ed è separata dal mare da una fascia dunale ricca di specie vegetali e biodiversità. Il particolare complesso bosco-duna che possiamo osservare costituisce un museo naturale della macchia mediterranea, mostrando tutte le fasi dello sviluppo dell’ecosistema e rappresentando l’unico residuo dell’antico paesaggio dei Campi Flegrei.

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Verranno descritte le proprietà organolettiche e nutrizionali delle erbe che incontreremo, i loro usi tradizionali e gli aneddoti ad esse legati, saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, raccontando come trasformarle in cucina in piatti originali e gustosi, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
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 EQUIPAGGIAMENTO
– Scarpe da trekking con suola scolpita (obbligatorie)
– Giacca impermeabile antivento, abbigliamento a strati
– Acqua (almeno 1 litro a persona)
– Pranzo a sacco

La passeggiata avrà inizio alle ore 10:30 e terminerà alle ore 15:30 circa.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

Quota di partecipazione: 15€

Guida botanica: Roberto Vetromile

FORAGING TOUR sabato 27 FEBBRAIO

Monte Nuovo e lago d’Averno – Pozzuoli ************************************

L’Oasi naturalistica di Monte Nuovo, facente parte del complesso dei Campi Flegrei, comprende uno dei vulcani più giovani d’Europa, alto 133 metri, formatosi tra il 29 settembre e il 6 ottobre del 1538 a seguito di un’eruzione che distrusse il villaggio medievale di Tripergole. L’Oasi è caratterizzata da una folta vegetazione con piante tipiche della macchia mediterranea come Mirto, Lentisco, Erica, Corbezzolo. Il percorso avrà inizio dal lago d’Averno, anch’esso di origine vulcanica, porta d’accesso all’Ade, il regno dei morti nella mitologia classica, dove regnava il dio Plutone, come descritto anche dal poeta Virgilio nel VI libro dell’Eneide. Durante la breve salita potremo godere dello spettacolare panorama del golfo di Baia, Capo Miseno, le isole di Procida e Ischia, per poi avventurarci lungo la cresta del cratere di Monte Nuovo.

Durante i Tours di Discovering Wild Plants imparerete a riconoscere le piante selvatiche utilizzando metodi semplici ed efficaci basati sullo studio e sull’osservazione di elementi quali le caratteristiche morfologiche e strutturali di fiori, foglie e frutti, l’habitat di crescita, le sensazioni tattili e gli odori. Verranno descritte le proprietà organolettiche e nutrizionali delle erbe che incontreremo, i loro usi tradizionali e gli aneddoti ad esse legati, saranno illustrate le modalità e le regole per raccogliere in modo sicuro, sostenibile e nel pieno rispetto della natura. Ci soffermeremo in particolare sulle piante commestibili, raccontando come trasformarle in cucina in piatti originali e gustosi, approfondendo la loro conoscenza ed evidenziando le differenze con eventuali piante tossiche simili, in modo da evitare spiacevoli confusioni.

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– Scarpe da trekking con suola scolpita (obbligatorie)
– Giacca impermeabile antivento, abbigliamento a strati
– Acqua (almeno 1 litro a persona)
– Pranzo a sacco

La passeggiata avrà inizio alle ore 10:30 e terminerà alle ore 15:30 circa.
Nel rispetto di tutti i partecipanti è richiesta massima puntualità.
Il luogo dell’appuntamento sarà comunicato a prenotazione effettuata.

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Guida botanica: Roberto Vetromile