L’IMPORTANZA DELLE SILIQUE

Le foglie da sole non sempre ci consentono di identificare una specie, in alcuni casi esse possono essere molto simili all’interno dello stesso genere o della stessa famiglia, in altri casi ancora, rari per fortuna, con le sole foglie è difficile addirittura determinare con certezza la famiglia botanica. E’ utile sapere che, per quanto riguarda la classificazione delle piante, ogni famiglia, genere e specie abbia degli elementi morfologici caratteristici la cui osservazione ci permette di riconoscere il gruppo di piante nel quale ci stiamo muovendo. In genere questi elementi sono i fiori e i frutti o parti di essi, ma ciò non esclude che vi possano essere altre strutture della pianta che svolgano la funzione di “segno di riconoscimento” facilitando il nostro compito. In definitiva il segreto è conoscere per ogni famiglia, genere e specie quali sono gli elementi della pianta da osservare con più attenzione, spesso infatti le persone inesperte fanno fatica a riconoscere le piante proprio perchè osservano le parti sbagliate o non sanno cosa osservare. Le Brassicaceae sono una famiglia che comprende numerose specie spontanee di notevole interesse per i foragers, quindi è importante conoscerla accuratamente, al suo interno troviamo alcune piante che hanno foglie molto simili e che per questo possono confondersi tra loro, ma se andiamo ad osservare con attenzione le silique (i frutti), il loro segno di riconoscimento in questo caso, ci accorgiamo che le differenze sono evidenti!

UNA QUESTIONE SPINOSA

Tra le strategie più utilizzate dalle piante per difendersi dai macropredatori vi sono dei dissuasori meccanici molto efficaci: le spine. Ma esistono spine e spine, poiché esse possono derivare da organi e tessuti diversi. In Gleditsia triacanthos, Prunus spinosa e Crataegus (Biancospino) ad esempio le spine derivano dal fusto – spine caulinari; nel Berberis vulgaris invece si originano da foglie modificate, come nei Cactus dove per fenomeni di xeromorfismo le foglie si sono trasformate in spine per limitare l’evapotraspirazione, oltreché per funzioni difensive -spine fogliari. Ma le spine possono derivare anche da parti della foglia, come le stipole, nel caso di Robinia pseudoacacia e delle Euphorbie succulente – spine stipolari, o dal picciolo come in Ribes uva-crispa, oppure ancora possono originarsi dalla brattee involucrali come in Centaurea solstitialis. Ancora esistono spine di origine epidermica come nel caso delle Rose, dove mancano i fasci vascolari, motivo per cui è possibile staccare di netto le spine dalle Rose senza danneggiare i tessuti della pianta – spine corticali. Gli anglosassoni, che sono più precisi di noi quando si tratta di termini tecnici, in effetti hanno dato un nome diverso ad ognuno dei tipi di spine descritto: thorns per le spine caulinari, spines per quelle fogliari e prickles per quelle corticali. Vi sono infine, anche se sono casi rari, spine che si originano dalle radici come in alcune palme esotiche o in Grammatophyllum speciosum (Tiger orchid), un’orchidea epifita del sudest asiatico – spine radicali. In alcune piante poi i tessuti epidermici delle foglie possono generare sui margini, lungo le nervature o all’apice, in seguito ad indurimento per deposizione di lignina, escrescenze acuminate simili a spine: è il caso ad esempio di tutte quelle specie che vengono volgarmente e semplicisticamente chiamate cardi. I peli silicizzati di Borago officinalis o quelli calcificati capaci di iniettare sostanze irritanti dell’Urtica a volte vengono equiparati erroneamente a spine: essi svolgono comunque benissimo la funzione pungente dissuasiva. Fatto interessante è che le piante spinose non sono mai velenose, tranne rare eccezioni: ciò a dimostrazione del fatto che le piante riescono ad ottenere sempre il massimo risultato con il minimo sforzo!

   Gleditsia triacanthos – spine caulinari

 Berberis vulgaris – spine fogliari

 Robinia pseudoacacia – spine stipolari

 Centaurea solstitialis – spine derivate da brattee involucrali

 Rosa spp. – spine corticali

 Tiger orchid – spine radicali

 Carduus nutans – spine derivate da tessuto epidermico fogliare

 Urtica dioica – pelo calcificato